Ho
spalancato il palmo della mano
e ho visto te.
Con gli occhi mi dicevi
di non buttarti via.
Allora ho chiuso forte la mia mano
per serrarti nel pugno
e soffocarti il cuore.
Ma nel sentire il mio
senza più voce
morire in quella stretta
ti ho dato le mie ali
ed ho aspettato che volassi via.
All'alba ti ho trovato
per scelta addormentato
nel cavo della mano.
E FU SUBITO EVA
Ho
sentito quel brivido di luna
che diceva
alla stella più lontana:
è nata Eva!
E il campanile più dimenticato
della piccola chiesa abbandonata
che ripeteva: ...Eva è nata!
E la rondine stanca, già rientrata
sotto l'antico tetto,
si stringe fra le ali un rondinotto,
l'ultimo nato della sua covata.
E il sole che vestiva l'altro cielo
contrariato
di non essere nato in quel momento
ha aspettato impaziente
che diventasse bianco
per regalarti quella prima aurora.
FINALMENTE TECLA
Con
una capriola
sei scivolata
in braccio
alla tua
Vita,
vela leggera
fra le pieghe
del mondo.
Al tuo apparire,
tappeti di
violini
hanno accordato
il cuore
a un contrabbasso
che sillabava
note stonate
in cerca
di un assolo.
E un altro
cuore,
quello di
tua Madre,
coniato con
la lava
dell'Amore
ti si è
donato
dal cavo
spalancato
della mano.